Consulenza sul sonno del bambino: il pavor nocturnus.
“E’ notte fonda e all’ improvviso mio figlio si alza dal letto e urla, piange e si dimena. Se provo ad avvicinarmi la situazione non fa che peggiorare e sembra che cerchi anche di colpirmi con mani e piedi. Cosa gli sta succedendo?”
Nel caso vi capitasse di assistere ad un episodio del genere non vi spaventate perché si tratta di un disturbo del sonno.
Di quale disturbo si tratta? Il pavor nocturnus o terrore notturno è una parasonnia che si manifesta nella fase Non-Rem del sonno frequente nel bambino tra i 3 e i 12 anni. E’ un’attivazione del sistema limbico non causata da vissuti emotivi e le crisi cessano da sole in adolescenza.
Come si manifesta? Il disturbo si differenzia dai normali incubi, perché il bambino che ne soffre generalmente non ne ha ricordo al risveglio; improvvisamente nel cuore della notte può urlare o piangere come fosse in preda a un forte terrore. L’espressione può essere molto spaventata, lo sguardo tuttavia può essere come “nel vuoto” e il bambino spesso non riconosce i familiari. Se qualcuno prova a toccarlo può far peggiorare il suo terrore e può anche scatenare azioni violente. I muscoli sono tesi, la sudorazione intensa ed è presente tachicardia. Finito l’attacco di pavor nocturnus il bambino torna a dormire. Gli attacchi di terrore hanno una durata variabile, dai 5 ai 30 minuti e o finiscono con l’addormentamento immediato del bambino (che in realtà mai si è svegliato del tutto) o con il suo risveglio, nel quale il piccolo può palesare uno stato d’animo diametralmente opposto a quello espresso durante l’attacco di Pavor.
I terrori notturni sono pericolosi? No, a meno che non si associno al sonnambulismo. Potrebbe, invece, generare un sonno non riposante per via del risveglio notturno se gli episodi sono molto frequenti.
Quali sono le principali cause di risveglio sulle quali si innesta il pavor nocturnus? La causa alla base del pavor nocturnus è sempre la predisposizione genetica, inoltre si evidenziano le seguenti condizioni:
• apnee notturne,
• russamento,
• ipertrofia adenoidea,
• ipertrofia tonsillare,
• asma notturno,
• febbre,
• reflusso gastroesofageo,
• rumori o luci durante il sonno,
• stress.
Cosa fare durante il pavor nocturnus? La cosa migliore è cercare di riaccompagnare il bambino a letto; può capitare che a volte il pianto del bambino possa essere di lunga durata così da indurre il genitore spaventato a cercare di tranquillizzarlo, tuttavia succede che non si riesca nell’impresa e che l’episodio possa durare a lungo, in questo caso non bisogna preoccuparsi.
Prevenire il pavor nocturnus è possibile? E’ importante rivolgersi immediatamente al pediatra per indagare e o escludere cause fisiologiche.
Rivolgersi ad uno psicologo può essere utile per il contenimento emotivo dei genitori, per la prevenzione e l’evitamento di alcuni comportamenti nocivi per il sonno e per essere guidati verso un’igiene del sonno di tutta la famiglia. La consulenza psicologica sul sonno del bambino prevede monitoraggi a breve e a lungo termine per accompagnare la famiglia nella gestione della parasonnia.